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LA STORIA DEL VINO A BERGAMO Numerosi sono i vini prodotti sul territorio bergamasco, ma solo tre sono riconosciuti come DOCG (denominazione di origine geografica controllata) o DOC (denominazione di origine controllata): Valcalepio Rosso, Valcalepio Bianco e Moscato di Scanzo. Nella provincia di Bergamo le zone coltivate a vite sono generalmente concentrate nelle regioni collinari immediatamente a ridosso del capoluogo. Cenni storici (fonte www.wikipedia.it) Le prime tracce della presenza del vino nella bergamasca risalgono alla notizia della piantagione di viti in quel di Scanzo da parte dei militi romani, vite che impiegava almeno tre o quattro anni per fruttificare e richiedeva quindi notevoli sforzi e passione. Per i romani la cultura della vite a Bergamo diventò così importante che fu dedicato un tempio a Bacco nell'antico borgo di San Lorenzo. Nel 569 i Longobardi invasero la città costringendo la gente a fuggire. Come tutti i popoli invasori, interessati principalmente a fare razzia, non si preoccuparono per niente della cura del vigneto, ma approfittarono abbondantemente del vino che precedentemente aveva prodotto. La vite, rimasta senza il coltivatore, ebbe un notevole tracollo per quanto riguarda la diffusione e la produttività. Fondamentale per la salvezza della viticoltura fu principalmente la cura che ne ebbero gli ecclesiali nelle loro proprietà. Ma anche nei secoli bui i bergamaschi non smisero mai di amare il loro vino, e nel 750 apparve per la prima volta in un atto ufficiale. Nel 1243 vennero piantate le nuove viti lungo la strada che porta a Seriate; nel 1266 tutti coloro che possedevano fino a tre pertiche di terreno vennero obbligati a piantare una vigna. L'enologia tornò alla ribalta nella cronaca del 1398 quando un gruppo di Guelfi saccheggiò le case dei Ghibellini di Scanzo. Quando poi nel 1491 i Benedettini si insediarono nelle abbazie di Pontida e di San Paolo d'Argon, il vino fece un nuovo salto avanti; e forse è proprio a partire da questo momento che questi due paesi divennero i centri enologici più importanti della bergamasca. Probabilmente fu proprio tra il 1400 e il 1600 che i vini della provincia vennero collocati sul mercato milanese dove acquisirono ampi consensi. A partire dal 1700 però le cose cambiarono: la viticoltura venne in parte sostituita dalla produzione di bachi da seta e gelsi; il vino diminuì ma la popolazione continuò ad aumentare ed il vino dovette quindi essere importato da altre regioni.
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