LA STORIA DEL VINO A BERGAMO

Nel 1746 nacque poi a Bergamo la prima accademia agricola italiana, l'Accademia degli Arvali, che ebbe il merito di indirizzare nel modo giusto la pubblica amministrazione nella gestione dei terreni agrari. Successivamente, l'una nel 1868 e l'altra nel 1873, nacquero anche i Comizi Agrari e la prestigiosa scuola di Grumello del Monte; quest'ultimi sorsero perņ in un periodo poco favorevole: nel 1886 giunse da Milano e da Como la fillossera, un insetto che in poco tempo distrusse tutti i vigneti. Ma la popolazione e tanto meno la Scuola di Grumello del Monte non si diedero per vinti e si diedero da fare per la ricostruzione dei vigneti, allargandone la superficie ai 70 km attuali.

Dal 1950 in poi la Camera di Commercio si fece promotrice di una vasta innovazione in viticoltura incentivando principalmente gli impianti di Merlot, Barbera, Incrocio Terzi n.1, Marzemino gentile e Schiava grossa. Si costituirono due cantine sociali, una a Pontida (la Val San Martino), che iniziņ a funzionare nel 1959, e l'altra a San Paolo d'Argon (la Bergamasca) nel 1960. Da quel momento, a causa dell'eccessiva industrializzazione, la superficie dedicata a vigneto si ridusse di ben quattro volte; ma fu proprio allora che gli impianti e la tecnica enologica vennero migliorati.

L'enologia bergamasca č quindi giovane e i suoi vini riscuotono sul mercato un grande successo

 

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