LA VAL SAN MARTINO

è un territorio che nel corso dei secoli ha visto la confluenza di storia, tradizioni, geografie e istituzioni tra loro assai diverse, che ne ha fatto un impasto originale e di notevole bellezza.  In un ambiente naturale di grande suggestione, che si dipana dalle rive del fiume Adda e, attraverso dolci pendii collinari, si spinge sino ai 1415 metri della Corna Camozzera, si trovano autentici tesori dell’opera dell’uomo capaci di attrarre visitatori e villeggianti dai limitrofi centri urbani (Lecco e Bergamo), nonché da Milano. 

Di grande interesse artistico e culturale gli itinerari religiosi, che accanto ai luoghi più rilevanti come il Santuario di Somasca, il Monastero del Lavello, l’Abbazia di Pontida, San Michele, offrono siti poco noti ma di straordinario fascino. Innumerevoli sono i luoghi dove ancora si conservano le tracce di una attenta opera di restauro e conservazione dei beni architettonici e artistici, che ci restituiscono la storia e le tradizioni di una cultura millenaria.  Decine di chilometri di sentieri recuperati consentono di esplorare ambienti naturalistici di sicuro valore: dalle profonde gole di Erve allo spettacolare panorama aperto sulla pianura padana e sulle Alpi che si gode da Valcava e dal Pertus, dalla valle di S Gregorio sino al Monte Canto e ai vigneti della Riviera. 

I primi segni della presenza umana sono molto antichi, come si evince dai ritrovamenti rinvenuti ad Erve (un teschio appartenuto ad un Homo sapiens) ed a Somasca (piccolo insediamento abitativo risalente all'Età del bronzo).

Il territorio della valle venne poi interessato in epoca romana dalla presenza di un’importante strada di collegamento che univa la città di Bergamo con quella di Como. Lungo il tragitto della stessa si verificarono piccoli insediamenti abitativi, senza che questi assumessero carattere rilevante.

 Anche i successivi secoli non portarono episodi degni di nota, se non la presenza nelle zone limitrofe di insediamenti longobardi prima e dei Franchi poi.

Questi ultimi instaurarono l’istituzione politica del Sacro Romano Impero, con cui nacque il feudalesimo.Ed è in questo periodo che sul territorio cominciarono a svilupparsi insediamenti abitativi di una certa consistenza dei quali si hanno notizie già prima del X secolo.

Il toponimo sembra derivare da un luogo di culto dedicato a San Martino, vescovo di Tours, presente nel territorio di Calolzio nel XIII secolo.

Nel periodo medievale sul territorio nacquero numerose fortificazioni tra cui numerosi castelli che, sfruttando le posizioni predominanti, furono oggetto di contesa tra le fazioni guelfe e ghibelline.

Al termine di questo periodo vi fu un periodo nel quale la zona fu al centro delle mire espansionistiche sia della Repubblica di Venezia che del Ducato di Milano, venendo sovente divisa dalle due entità politiche, con frequenti passaggi di proprietà.

A questa difficile situazione si aggiunsero alcune carestie e ondate epidemiche di peste (citate da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi) che misero in seria difficoltà la popolazione, la quale tuttavia seppe sempre rialzarsi e riprendere le proprie attività.

Nel 1797 la valle venne annessa alla Repubblica Cisalpina, dominazione che durò fino al 1815 quando le subentrarono gli austriaci che instaurarono il Regno Lombardo-Veneto; l’ultimo passaggio di consegne avvenne nel 1859 con l’ingresso nel neonato Regno d'Italia.

L'unione amministrativa della valle durò fino al 1992, quando l'istituzione della neonata provincia di Lecco portò ben sei dei nove comuni che la compongono sotto la nuova entità amministrativa. Dal punto di vista linguistico il dialetto della Valle San Martino è ibrido, perché pur condividendo molti tratti del dialetto bergamasco, presenta anche parecchi tratti tipici del dialetto lecchese.

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